Ciao Samuele, parlaci un po' di te. Chi sei?

Mi chiamo Samuele e sono un giocatore di ruolo di lunga data. Fin qui niente di speciale, sono tale e quale a tante altre persone. Ma alla fine non è speciale nemmeno cos’è accaduto in seguito: Dopo anni da utente di giochi di ruolo, ho deciso di metter su carta delle idee nate dalla mia esperienza. Ho avuto modo di conoscere persone, oggi amiche, con la quale ho iniziato a collaborare in uno studio di creazione e progettazione giochi. Arrivati i primi risultati incoraggianti come autore, mi son detto “non male…. perché non continuare a questo punto.”

Quali giochi hai realizzato come autore?

Nell’aprile del 2018 è uscito Be-Movie, scritto insieme ad altre tre persone (anzi, amici) e pubblicato da GG Studio, poi divenuto Space Orange 42. Helios, Davide e Stefano, autori anche loro, sono stati magnifici compagni di viaggio per la realizzazione di questo gioco di ruolo che ritengo ancor oggi speciale e coinvolgente.

Sempre nello stesso anno a ottobre, è stato pubblicato Essere Helios – La mia vita col Demonio sul sito di Helios Games: è un buffo gioco, un mini-Larp con un regolamento scritto dietro una maschera che raffigura il volto di Helios Pu, noto autore italiano di giochi. Dopo una parentesi di tempo come revisore e adattamento di vari regolamenti, bisognerà aspettare novembre 2023 per veder pubblicato da Terra dei Giochi il mio ultimo gioco di ruolo L’Avventura Perduta, anteceduto pochi mesi prima dalla versione breve per due persone L’Avventura Perduta – Più veloce di Ermes.

Parlaci del tuo ultimo gioco.

L’Avventura Perduta è un gioco di ruolo di mitologia greca che punta molto sulla narrazione. Nello specifico, giocando si scoprirà una storia mai giunta fino a noi di un eroe o eroina del periodo ellenico. I giocatori e le giocatrici assumeranno i ruoli dell’eroe e delle moire, e seguendo il regolamento vedranno quali difficoltà, gioie e dolori esso ha dovuto affrontare per la riuscita di una missione importante. I materiali di gioco sono semplici da reperire (matite, gomme, fogli di carta, qualche dado a sei facce) e non serve prepararsi una storia prima di giocare: viene tutto creato direttamente al tavolo.

Come è nato L’Avventura Perduta?

Durante un “contest”, una sfida amichevole dove i partecipanti dovevano creare, in una settimana circa, un gioco di ruolo. Più precisamente l’idea di un gioco di ruolo, possibilmente con un regolamento funzionale e che rispettasse i paletti e il tema assegnato. Alla fine sarebbe stato scelto da una giuria il gioco vincitore e le menzioni speciali per degli altri. Anche se il gioco non fu selezionato, iniziai comunque a farlo provare e testare a più persone. Notai che nel suo essere ancora grezzo, il gioco accendeva la fantasia dei giocatori e piaceva. Lasciava la voglia di riprovarlo nuovamente. Così decisi di continuare a lavorarci su e farlo giocare, fino a che non fossi arrivato a un risultato soddisfacente.

Hai utilizzato come base del regolamento quella di un gioco già esistente?

No, l’ho creato in maniera originale: ho tratto ispirazione da alcune regole di altri giochi e all’esperienza che ho avuto nel giocarli. Oggigiorno, più che in passato, in vari giochi di ruolo si trovano buoni regolamenti adattabili a varie esigenze creative e il loro utilizzo, opportunamente modificato, può agevolare parecchio il lavoro che si svolgerà durante la progettazione e testing. Nel mio caso però ho voluto modellare il tutto ascoltando in primis l’esperienza di chi gioca e gli utilissimi utili feedback e suggerimenti volti a migliorare le cose (il cosiddetto gioco-giocato o actual-play). Notando più volte che il regolamento ideato per L’Avventura Perduta piaceva e trasmetteva il giusto feeling di gioco, l’ho mantenuto e ho continuato a migliorarlo fino alla sua forma finale. È stata una strada un po’ più lunga ma che mi ha dato soddisfazione.

Perché proprio la mitologia greca? Con tutto il fantasy e fantastico che c’è oggi, è ancora interessante?

Perché che dir si voglia, ancora oggi ha il suo fascino e molti media (libri, fumetti, film, serie tv, ecc.) si ispirano alla sua prosa e ai suoi schemi narrativi. Le dodici fatiche di Ercole, la ricerca di Amore da parte di Psiche, il viaggio di Orfeo nell’Ade per salvare Euridice, le imprese degli Argonauti, le avventure di Ulisse, sono tutte storie che ancora oggi hanno il loro peso e riflesso in ciò che viene creato o riproposto nei tempi. Quando si propone un gioco sulla mitologia greca, credo che a volte si abbia una sorta di rifiuto alla cosa perché è un tema considerato “vecchio” o legato a ricordi di barbosi studi scolastici. Oppure per una sorta di timore nel confrontarsi con le opere di Omero e altri cantori, come se il giocare rischiasse di esser sminuito dall’epica di riferimento. Niente di più falso: gli stessi autori del passato ampliavano, reinterpretavano e modificavano i vari racconti del mito. Ma seguendo comunque schemi che, nel tempo e ancor oggi, sono consolidati. Questa struttura la si può trovare anche nel gettonatissimo fantasy, magari ammodernato ma pur sempre simile a quella del passato, e in altri generi a prima vista insospettabili.

A quali giocatori e giocatrici è rivolto il gioco?

A chi ama, vuole riscoprire, o è interessato al mito ellenico. Ma soprattutto a tutti e tutte coloro che hanno voglia di giocare per scoprire una storia nuova ambientata nel passato. Una storia che solo loro scopriranno, mentre osserveranno l’eroe e la sua fama scontrarsi con difficoltà e il proprio destino. Per poi capire che, in fin dei conti, è il rimanere umani che permette di entrare nel mito.