Se venisse chiesto ad un fantomatico "gotha dei cultori del librogame" di eleggere il magnum opus del genere interattivo è assai probabile che con salomonico verdetto si delibererebbe per "Cuore di Ghiaccio" a firma di Dave Morris.

Ambientazione: Siamo nel XXIV secolo e la Terra è in pieno collasso ecologico (lo è adesso, figurarsi fra tre secoli…). Una costellazione di satelliti artificiali, in principio progettata per addomesticare il clima e governata da un supercomputer poi impazzito, ha vessato e devastato il pianeta con le sue isteriche e dispotiche intemperanze. La specie umana, oramai sull’orlo dell’estinzione, vive all’insegna del precetto “homo homini lupus”.

È quindi il fascino di un’ambientazione crepuscolare a fare di “Cuore di Ghiaccio” una gemma nel panorama interattivo?

Trama: Un’introduzione stringata e ci ritroviamo a capofitto nell’avventura. In un improbabile rifugio ricavato dalla fusoliera di un aereo precipitato sugli Appennini apprendiamo dell’esistenza del Cuore di Volent; manufatto meteoritico proveniente dallo spazio siderale che conferisce al possessore nientemeno che poteri universali. Con l’intento di risollevare le sorti del pianeta ci lanciamo così alla ricerca di tale deus ex machina, ma non saremo gli unici il cui palato è stato solleticato: numerosi e temibili avversari (tra cui inquietanti figuri dalle facoltà psichiche, doppiogiochisti compagni di viaggio, maestosi guerrieri corazzati) intraprenderanno il cammino verso Du-En, città abbandonata nel deserto ghiacciato del Sahara le cui viscere sono dimora del divino macigno.

Quindi è per lo sviluppo mozzafiato e il plot ficcante che questo titolo spicca tra gli altri?

Sistema di Gioco: In “Cuore di Ghiaccio” le sole variabili da tenere a bada sono Energia Vitale, Oggetti, Denaro e (soprattutto) i connotati del nostro personaggio. Potremo impersonare lo scaltro cacciatore di taglie, il mutante dagli innesti cibernetici, lo scienziato, il veggente con capacità ESP, e così via. Oppure ci creeremo un nostro alter ego customizzato, selezionando quattro delle dodici Caratteristiche proposte, ma attenzione! Saranno proprio queste, assieme alle Parole Chiave, a convogliarci verso determinati percorsi, precludendocene altri.

Dunque, è un sistema di gioco agile a conferire a Morris l’eccellenza?

Certamente tutto questo, ma non solo!

L’autore, in poco più di 450 paragrafi, è riuscito a suggellare un capolavoro (forse ad ora insuperato) di rigiocabilità e longevità. “Cuore di Ghiaccio” infatti consegna ai fruitori esperienze di lettura estremamente variegate tra loro per lunghezza, articolazioni narrative, sbocchi conclusivi. Potreste riattivare una metropolitana in disuso che perfora mezzo continente oppure visitare una versione post-apocalittica di Venezia, venire coinvolti nella versione cyberpunk dello stallo alla messicana, assurgere al rango di divinità o mollare tutto ad un passo dall’onnipotenza. E in generale, anche all’ennesima run potreste imbucarvi in anfratti della vicenda di cui non sospettavate l’esistenza.

Solitamente si dice, per un’opera che non ha perso smalto anche dopo molti anni, che sia invecchiata bene. Nel caso di “Cuore di Ghiaccio” tale formula appare riduttiva: per le tematiche adulte, il regolamento snello, i finali agrodolci, anche a distanza di venticinque anni il Cuore di Volent continua a sprigionare i suoi rutilanti fulgori.